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Pur senza essere un adone, papà era certamente un tipo tutt'altro che trascurabile; e tuttavia, nonostante la sua prestanza fisica, saggiata nel fuoco dell'Africa, la sua competenza culturale e l'esperienza accumulata durante la guerra, dovette aspettare a lungo prima di trovare la donna della sua vita. C'erano stati alcuni tentativi miseramente falliti e la tradizione orale vuole che un primo approccio con mia madre fosse andato nella stessa direzione, forse per l'eccessiva timidezza di lui.

Fu per "colpa" di mia cugina, da poco venuta al mondo, che i due riallacciarono i rapporti; papà, vedendo mia madre che passeggiava con la piccola, vinse le sue titubanze ed il suo carattere schivo e, quasi con rassegnazione, le chiese se si fosse sposata: al diniego di lei, sentì probabilmente "suonare le campane". Le stesse campane, non molto tempo dopo, suonavano a festa per un coronato sogno d'amore.

Per tutta la vita papà ha realizzato pienamente uno dei significati più importanti del Sacramento del matrimonio: da due diventare una persona sola. Con mamma ha condiviso sempre tutto: mai una volta che se ne sia andato in giro da solo; nulla e nessuno lo potevano allontanare dalla moglie adorata che "letteralmente" seguiva ovunque, preoccupandosi di guardarle le spalle da ogni pericolo.

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