Il materialismo è una filosofia assurda e irrazionale e credo che in realtà sarà considerata come tale dalla maggior parte degli uomini che riflettono.

Robert Andrews Millikan

Pasqua di Risurrezione

«Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti».

At 10,40-41

L’affresco, conservato nel Monastero Dechani in Serbia (XIV secolo), mostra il famoso episodio dei discepoli di Emmaus, raccontato da Lc 24,13-34, avvenuto nello stesso giorno della Resurrezione (questo il motivo della presenza dell’Apostolo Pietro che contempla la tomba vuota sulla sinistra del dipinto). Secondo il brano evangelico i due discepoli, Cleopa e l’altro di cui non conosciamo il nome (ma l'iconografia ortodossa orientale attribuisce all'altro discepolo i tratti caratteristici dell’evangelista Luca), 'non lo riconoscevano; nel finale lungo del Vangelo secondo Marco, ci viene detto che Gesù 'apparve in modo diverso' (Mc 16,12): l’originale greco, ἐν ἑτέρᾳ μορφῇ, letteralmente indica 'un’altra forma. Ora, nell’affresco che stiamo contemplando, l’immagine di Gesù, lungo la strada prima (nella parte centrale) e seduto a mensa poi (sul lato destro) non assomiglia affatto alle rappresentazioni convenzionali del Risorto.

Sul corpo del Cristo risorto, tuttavia, dalle testimonianze scritturistiche “emerge in effetti, come dato difficilmente contestabile, il carattere oggettivo delle apparizioni del Risorto e l’autenticità della sua umanità. Tale autenticità è stata colta dai testimoni, nelle apparizioni, grazie all’esperienza della corporeità di Gesù. È stata la percezione del corpo di Cristo vivo a convincerli che egli era una persona umana, non un fantasma o uno scherzo dell’immaginazione, e che pertanto era davvero ‘risorto dai morti’ ... Non possiamo certamente pretendere di sapere come saranno i nostri corpi e il mondo rinnovato della risurrezione ... Qualche tentativo però possiamo farlo (ed è appassionante farlo) basandoci su quell’unico, ma assai significativo “esemplare” che abbiamo: il corpo risorto di Gesù, apparso ai suoi testimoni meravigliosamente umano e familiare e, al tempo stesso, sovranamente libero da impedimenti spazio-temporali, capace di entrare a piacimento nel mondo per stare con i suoi e di uscirne per vivere nella dimensione propria di Dio. L’apostolo Paolo lo definisce un corpo spirituale (cfr. 1Cor 15,44) perché non governato semplicemente dal principio psichico, dall’anima, come è il corpo umano attuale, ma perfettamente vivificato e diretto dallo spirito, e perciò incorruttibile, glorioso, pieno di forza, dotato della stessa “libertà” dello spirito nei confronti delle leggi naturali. Ciò permette di immaginare che la trasformazione della materia operata da Dio alla fine della storia e già anticipata nel corpo di Cristo, comporterà una sorta di apertura della materia nei confronti dello spirito, il cui effetto fondamentale sarà quello di porre la materia stessa - nel corpo umano - a disposizione dello spirito in un modo assolutamente nuovo”.

M. Vanzini, Il corpo glorioso del Risorto

Carissimi auguri!

Sabato Santo

«Allontaniamoci di qui».

da un’antica «Omelia sul Sabato santo»

L’attacco improvviso del polpo!